Inteligencia Artificial (IA)
Xavier Papiol: "La paura dell'IA è sovradimensionata"
Paloma Firgaira
2025-12-14
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Xavier Papiol, dirigente di Conforama Iberia, ha condiviso in un'intervista con ON-IA la visione dell'azienda sull'integrazione dell'intelligenza artificiale (IA), evidenziando un approccio pratico e umano. Papiol confronta l'emergere dell'IA con la rivoluzione industriale, sottolineando però che il suo impatto sarà più veloce e profondo nella vita e nel lavoro.
In Conforama, l'adozione dell'IA segue tre fasi: identificare i processi in cui la tecnologia può apportare valore, lanciare progetti strategici come l'automazione di migliaia di chiamate al call center e formare i team affinché percepiscano l'IA come uno strumento che potenzia la loro efficacia. Un comitato interno supervisiona l'implementazione, garantendo l'etica e la sicurezza dei dati.
Per i clienti, l'IA si traduce in raccomandazioni personalizzate sul web e gestioni più agili. Papiol smentisce l'idea che l'IA eliminerà i negozi fisici; al contrario, considera che li potenzierà, specialmente nel settore dell'arredamento, dove l'esperienza in presenza è fondamentale.
A livello personale, Papiol utilizza l'IA per organizzare viaggi e nel lavoro per automatizzare compiti, generare idee e gestire campagne. In azienda, il processo è iniziato con una mappatura dei processi per individuare aree in cui l'automazione apporta valore, seguita dalla modernizzazione del call center e dalla formazione dei team in base ai loro ruoli.
La transizione verso l'IA richiede un approccio didattico per superare le resistenze al cambiamento. Nel marketing, ad esempio, l'IA consente di automatizzare invii, personalizzare contenuti e ottimizzare campagne. Il comitato di IA di Conforama, composto da profili diversi, si occupa della sicurezza dei dati e dei piani di formazione e adozione tecnologica.
Riguardo alle sfide etiche, Papiol riconosce il dibattito sulla privacy, ma confida che le grandi aziende tecnologiche siano interessate a garantire la sicurezza dei dati. Ritiene che, col tempo, la preoccupazione per la privacy diminuirà, come già avviene con altri servizi digitali.
Per quanto riguarda l'esperienza del cliente, l'IA consente di personalizzare l'offerta nell'ecommerce e velocizzare i processi, il che si traduce in una maggiore soddisfazione. Nonostante l'avanzamento digitale, Papiol difende la validità dei negozi fisici, specialmente per prodotti come divani o materassi, dove il cliente apprezza provare prima di acquistare.
A livello globale, Papiol sottolinea la necessità di regolamentazione e formazione per convivere con l'IA e sfruttare il suo potenziale senza vederla come una minaccia. L'IA è già presente nella vita quotidiana attraverso applicazioni, social media e assistenti virtuali, e il suo impatto sull'occupazione sarà trasformativo, eliminando compiti ripetitivi ma generando nuove opportunità.
Riguardo al futuro, Papiol ammette che è difficile fare previsioni, ma osserva un'evoluzione accelerata dei modelli di IA, che diventano sempre più capaci di ragionare e auto-migliorarsi. Sottolinea l'importanza di avere meccanismi di controllo e la responsabilità delle aziende tecnologiche in questo processo.