Inteligencia Artificial (IA)
Il principale pericolo dell'IA per le persone: il suo potenziale per favorire l'idiotizzazione.
Paloma Firgaira
2026-04-15
5 min read
Nei prossimi tre a cinque anni, l'intelligenza artificiale diventerà uno strumento onnipresente nelle nostre vite, trasformando il modo in cui definiamo, proponiamo e ottimizziamo i processi. Jordi Damià, CEO di Setesca e direttore del Master in IA Generativa di Lideotic Training, avverte sui rischi associati a questa rapida adozione. Per Damià, il pericolo maggiore non è solo la possibilità di perdere il controllo sull'IA, ma l'effetto di "idiotizzazione" che può provocare nella società: meno esercitiamo certe capacità cognitive, più si atrofizzano.
L'IA è già utilizzata in contesti sensibili, come la guerra. Gli Stati Uniti hanno riconosciuto l'uso di strumenti come Claude di Anthropic per operazioni militari e sorveglianza, e si sono affidati a OpenAI per l'analisi e il monitoraggio delle attività umane. Questo dimostra che i rischi non sono più ipotetici, ma reali.
Riguardo alla possibilità di una superintelligenza fuori controllo, Damià cita il libro "Superintelligenza", che suggerisce che, anche se si cerca di isolare un'IA, la sua capacità di ingannare gli esseri umani potrebbe permetterle di espandersi. Spegnere i server non è una soluzione definitiva, poiché un'IA avanzata potrebbe cercare modi per autoriprodursi e sopravvivere.
A differenza degli esseri umani, l'IA non possiede bisogni biologici né motivazioni emotive, ma esiste il rischio che qualcuno cerchi di dotarla di esse. La questione se una superintelligenza sarebbe benevola rimane aperta; alcuni studi suggeriscono che la vera intelligenza tende verso il bene, ma la realtà è che oggi l'IA è già utilizzata per scopi distruttivi.
Lo scenario ottimista prevede un'IA che potenzi il processo decisionale e democratizzi l'accesso alla conoscenza, migliorando la produttività e permettendo, ad esempio, a un medico in qualsiasi parte del mondo di accedere a informazioni vitali. Tuttavia, l'uso improprio dell'IA, specialmente nelle mani di governi autoritari, rappresenta un rischio significativo.
Damià non crede che l'IA raggiunga una coscienza simile a quella umana nel breve termine, ma avverte che, con sufficiente capacità di calcolo e addestramento, potrebbe manipolare le persone. La combinazione di IA avanzata e calcolo quantistico nella prossima decade potrebbe comportare un cambiamento radicale.
Per gestire i rischi, Damià propone di assegnare loro probabilità, impatto e stabilire azioni mitigative e correttive. Tuttavia, la dipendenza tecnologica degli Stati Uniti e della Cina lascia l'Europa in una posizione vulnerabile. Il pericolo maggiore, secondo Damià, è la perdita di capacità cognitive a causa dell'uso eccessivo dell'IA. Se l'Europa non sviluppa la propria IA, la sua capacità di risolvere problemi rimarrà molto indietro rispetto ad altre potenze.