Inteligencia Artificial (IA)
Solo il 23% dei dipartimenti delle Risorse Umane e della Formazione incorpora l'IA nei loro processi.
Paloma Firgaira
2026-04-06
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L'intelligenza artificiale continua a espandersi nel settore aziendale, specialmente nei dipartimenti delle Risorse Umane e della Formazione, sebbene la sua integrazione completa sia ancora limitata. Un recente rapporto redatto da Microsoft e isEazy, intitolato "Uso dell'IA nelle Risorse Umane e nella Formazione", rivela che solo il 23% dei team HR ha raggiunto un'integrazione efficace dell'IA nei propri processi. Lo studio indica che il 2026 potrebbe segnare un punto di svolta, passando dalla fase sperimentale a un'adozione strutturale della tecnologia.
Secondo i dati, solo il 18% dei professionisti del talento utilizza IA integrata in strumenti specifici di formazione, mentre l'85% si rivolge a piattaforme generali come ChatGPT, Gemini o Claude, che, sebbene utili, non sono progettate specificamente per l'apprendimento aziendale.
Il rapporto evidenzia che, sebbene la maggior parte cerchi di migliorare la produttività attraverso l'IA, la conoscenza tecnica rimane bassa, limitando il suo utilizzo reale. Attualmente, l'uso principale dell'IA nell'area del talento è la creazione di contenuti formativi (54%). I professionisti apprezzano l'efficienza operativa che l'IA offre, mantenendo sempre il controllo sui risultati e sulla qualità.
Lo studio identifica un divario significativo tra le aziende che stanno appena esplorando l'IA e quelle che l'hanno già integrata nella loro struttura. Questa differenza si accentua man mano che la tecnologia dimostra il suo impatto sulla produttività. In vista del 2026, ci si aspetta che l'IA si consolidi in processi completi e strutturati.
Si distinguono tre profili di adozione: il 41% delle aziende non utilizza l'IA o lo fa in modo isolato; il 36% la impiega in modo sporadico e senza una strategia definita; e solo il 23% ha raggiunto un'integrazione reale, considerandosi aziende integratrici.
Per quanto riguarda le competenze future, il prompting — la capacità di redigere istruzioni per l'IA — guida la lista con un 56%, seguito dalla governance etica, dall'automazione e dall'uso di assistenti intelligenti. Cresce anche la domanda di conoscenze in design istruzionale e editing audiovisivo potenziati dall'IA.
Il profilo professionale più apprezzato è quello ibrido, che combina competenze tecniche, criterio pedagogico e visione strategica. La trasformazione va oltre l'incorporazione di strumenti: implica riprogettare processi e assumere nuove responsabilità in materia di etica, controllo e misurazione dell'impatto dell'IA.
Fonte: eleconomista.es