Inteligencia Artificial (IA)
Apple testa la sua app di IA: Che fine ha fatto Siri?
Gianro Compagno
2025-09-28
5 min read
Neanche Apple, con la sua tradizionale cautela e segretezza, è riuscita a ignorare la velocità con cui evolve l'intelligenza artificiale. Nell'ottobre 2024, dopo l'annuncio alla WWDC, l'azienda ha iniziato il dispiegamento di Apple Intelligence, segnando il suo ingresso ufficiale nel campo dell'IA. Tuttavia, il progresso è stato deliberatamente lento: le nuove funzionalità arrivano in modo graduale e, finora, si limitano a miglioramenti discreti. La tanto attesa reinvenzione di Siri non si è ancora materializzata, e le novità più ambiziose rimangono in fase di sviluppo. Nel frattempo, Apple sta sperimentando internamente con Veritas, un'app di IA conversazionale simile a ChatGPT, utilizzata esclusivamente dai dipendenti come ambiente di prova. Questo progetto rivela sia la direzione che le riserve della strategia di Cupertino.
Veritas è un'app conversazionale riservata al personale di Apple, che consente di interagire con un modello di linguaggio avanzato tramite comandi naturali e automatizzare compiti con dati di sistema. Sebbene la sua interfaccia ricordi quella di un chatbot convenzionale, la sua integrazione con l'infrastruttura di Apple Intelligence la distingue: consente di modificare note, cercare file, organizzare promemoria e gestire più conversazioni simultaneamente. Il suo obiettivo non è competere nel mercato dei chatbot, ma servire come laboratorio per perfezionare la futura Siri.
Dalla presentazione di Apple Intelligence alla WWDC 2024, le nuove capacità sono arrivate poco a poco. A dicembre sono stati lanciati Genmoji e Image Playground; a gennaio, la funzione è stata attivata per impostazione predefinita sui dispositivi compatibili con iOS 18.3; e recentemente è stata aggiunta la traduzione in tempo reale in Messaggi e FaceTime. Tuttavia, il pezzo chiave — la nuova Siri potenziata dall'IA — è ancora in attesa. Le ultime indiscrezioni indicano marzo 2026 come possibile data di lancio interna, ma Apple mantiene il riserbo.
Questa cautela risponde a una lezione appresa: l'azienda vuole evitare gli errori di comunicazione della WWDC 2024, quando la mancanza di dettagli concreti ha generato confusione. Per questo motivo, Apple preferisce perfezionare i suoi progressi a porte chiuse. Veritas funge da simulatore di scenari reali, consentendo di valutare il comportamento della futura Siri in un ambiente controllato, lontano dal scrutinio pubblico.
La strategia di Apple differisce anche da quella dei suoi concorrenti: non cerca di lanciare un chatbot indipendente, ma di integrare l'intelligenza artificiale in modo invisibile e utile nell'esperienza quotidiana dell'utente. Veritas non contraddice questa visione; al contrario, la rafforza come banco di prova interno, non come anticipazione di un'app commerciale. Apple punta su un'IA funzionale, non su un'IA protagonista.
Così, mentre gli iPhone più recenti incorporano già alcune funzionalità di Apple Intelligence, Veritas rimane nell'ombra. Il suo utilizzo interno non è un sintomo di fallimento, ma una dimostrazione dell'approccio meticoloso di Apple: un processo più chiuso, orientato al controllo di qualità e, quindi, più lento. Questo ritmo contrasta con la rapidità di Google e Microsoft, ma risponde alla visione di Apple sul ruolo dell'IA nei suoi prodotti.
La grande incognita è se Apple riuscirà a mantenere questo ritmo senza rimanere indietro in una corsa sempre più accelerata. Mentre Google integra Gemini in ogni nuovo Pixel e Microsoft trasforma Windows con Copilot, Apple avanza con passo fermo, anche se più lentamente. Veritas potrebbe essere la prova di cui ha bisogno per fare il salto definitivo, o forse solo il riflesso di quanto ci sia ancora da perfezionare.