Negocios y Empresas
OpenAI annuncia annunci in ChatGPT con un nuovo modello di pagamento per clic.
Paloma Firgaira
2026-04-25
5 min read
ChatGPT fa il salto definitivo nella pubblicità: OpenAI ha ufficializzato l'integrazione di annunci nel suo popolare chatbot, adottando un modello di pagamento per clic (PPC) simile a quello che ha spinto al successo Google per anni. L'azienda, sotto pressione per i costi elevati di sviluppo e manutenzione di modelli come GPT-5 e la fattura hardware a Nvidia, ha deciso di aprire la porta a banner, link sponsorizzati e risultati in evidenza all'interno delle conversazioni.
Secondo quanto riporta FayerWayer, gli inserzionisti potranno fare offerte per apparire quando gli utenti cercano prodotti, servizi o categorie specifiche, e OpenAI addebiterà ogni volta che si fa clic su un link sponsorizzato. La grande novità è la condivisione dei ricavi con i media i cui contenuti vengono citati nelle risposte che includono pubblicità, nel tentativo di attenuare le tensioni con l'industria editoriale, storicamente critica per l'uso dei propri contenuti da parte dell'IA. Anche se i dettagli della condivisione non sono stati rivelati, il messaggio è chiaro: OpenAI cerca di evitare contenziosi come quello avviato dal New York Times.
L'accesso gratuito a ChatGPT continuerà a esistere, ma includerà annunci. Gli abbonamenti Plus e Pro, per ora, mantengono l'esperienza priva di pubblicità, anche se non ci sono garanzie che questo rimanga a lungo termine.
Fino ad ora, le risposte di ChatGPT a domande come "quale laptop comprare?" erano relativamente neutrali, senza interessi commerciali espliciti. Con l'arrivo degli annunci, i marchi potranno pagare per posizionare i loro prodotti in primo piano, sfumando ulteriormente il confine tra risposta organica e sponsorizzata, molto più che nei motori di ricerca tradizionali.
Per i media, la condivisione dei ricavi pone un dilemma: accettare l'accordo significa legittimare che il loro contenuto venga consumato all'interno della chat, senza che l'utente visiti il loro sito; rifiutarlo implica rimanere esclusi da un canale di informazione sempre più rilevante. È uno scenario che ricorda quanto vissuto con Google AMP, Facebook Instant Articles o Apple News: le piattaforme offrono condizioni attraenti all'inizio, ma nel tempo aggiustano i termini a loro favore.
La differenza chiave è che, mentre Google reindirizza ancora il traffico ai media, ChatGPT può risolvere la query senza che l'utente faccia clic su alcun link, relegando l'annuncio all'unica via di monetizzazione diretta. Se questo modello si consolida, il traffico web tradizionale potrebbe essere gravemente colpito prima del 2028.
Si prevede che OpenAI dettagli presto il formato degli annunci, la percentuale di condivisione e le opzioni di controllo per gli utenti gratuiti nel suo prossimo keynote. Fino ad allora, la realtà è chiara: la gratuità ha un prezzo, e la pubblicità è arrivata per restare.
Livello di aspettativa: 3/10. Era solo una questione di tempo, e sebbene abbia una logica economica, ricorda troppo gli inizi di Google. Se puoi, iscriviti a Plus; se no, preparati a vedere "risultato sponsorizzato" nelle tue conversazioni con l'IA.
Fonte: FayerWayer, que.es