Negocios y Empresas
Commissione Europea multa 120 milioni a X per design ingannevole e mancanza di trasparenza nel suo sistema di verifica.
Paloma Firgaira
2025-12-05
5 min read
La Commissione Europea ha imposto venerdì una multa di 120 milioni di euro al social network X, di proprietà di Elon Musk, per violazione della normativa europea sui servizi digitali. Si tratta della prima sanzione di Bruxelles contro questa piattaforma sotto il nuovo quadro normativo.
L'indagine, durata due anni, ha concluso che il sistema di verifica di X è ingannevole. Secondo la Commissione, il noto marchio blu suggerisce che dietro ci sia un utente reale e verificato, quando in realtà questo non è sempre vero. Questa mancanza di chiarezza, secondo fonti comunitarie, può indurre in errore gli utenti sull'autenticità degli account.
Un altro motivo della sanzione è l'assenza di un repository di annunci accessibile agli utenti. La Commissione sottolinea l'importanza di avere un database pubblico di annunci, specialmente per rilevare frodi o identificare pubblicità politica ingannevole. La mancanza di trasparenza in questo aspetto rende difficile la supervisione e l'analisi indipendente dell'attività pubblicitaria sulla piattaforma.
Inoltre, Bruxelles rimprovera a X la negativa a fornire agli investigatori l'accesso a dati pubblici, come le interazioni con i post. Questa restrizione, secondo l'Esecutivo comunitario, ostacola lo studio di fenomeni chiave come la polarizzazione sociale, l'impatto dei social sulla salute mentale o la diffusione di determinati contenuti.
La multa è suddivisa in 45 milioni di euro per il sistema di verifica, 40 milioni per la mancanza di un repository di annunci e 35 milioni per la negativa a condividere dati pubblici. La Commissione difende che la sanzione è proporzionata e si basa sulla gravità delle violazioni, non sulla dimensione dell'azienda. Anche se l'importo può sembrare basso, da Bruxelles insistono che violare la normativa risulta più costoso che rispettarla.
Questa è la prima volta che X riceve una multa ai sensi della legge sui servizi digitali, ma la Commissione ha aperto altre due indagini sulla piattaforma: una relativa alla gestione di contenuti illegali e l'altra sui cambiamenti nel suo algoritmo. Secondo fonti comunitarie, la mancanza di accesso a dati pubblici impedisce anche a terzi di analizzare in modo indipendente l'impatto dell'algoritmo di X.
La decisione arriva pochi giorni dopo che il segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, ha suggerito che la riduzione dei dazi su alluminio e acciaio potrebbe dipendere dal fatto che l'UE allenti le sue norme digitali, sostenendo che queste colpiscono in modo particolare le aziende statunitensi. Bruxelles, tuttavia, ha ribadito il suo diritto a legiferare in modo sovrano in materia digitale.