Inteligencia Artificial (IA)
Da Aiete a San Francisco: il donostiarra che allena l'Intelligenza Artificiale nei gesti
Gianro Compagno
2026-04-29
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Nel cuore dell'innovazione tecnologica mondiale, Silicon Valley e San Francisco segnano un ritmo lavorativo frenetico. Qui, la cultura del '996' —lavorare dalle 9 alle 21, sei giorni a settimana— si è diffusa tra coloro che cercano di guidare la rivoluzione dell'intelligenza artificiale. In questo ambiente di massima richiesta, spicca Xabier Irizar Amuchastegui, 27 anni, di San Sebastián.
Da San Francisco, Irizar persegue un obiettivo che sembra uscito dalla fantascienza: rendere gli avatar digitali così realistici che l'occhio umano non possa distinguerli da una persona reale, superando così il “test di Turing visivo”. “Vogliamo che gli avatar siano indistinguibili dagli esseri umani”, spiega Irizar dalla costa occidentale degli Stati Uniti.
Il suo percorso è iniziato nel quartiere di Aiete, a San Sebastián, e ha continuato al Santo Tomás Lizeoa. A 18 anni, si è trasferito in Germania per studiare Ingegneria presso la Technische Universität München (TUM), affrontando la sfida di imparare il tedesco da zero e dominare discipline complesse come l'elettronica, la meccanica e la fisica. “Il primo anno è stato particolarmente duro perché dovevo tradurre tutte le mie note per imparare il vocabolario”, ricorda.
Irizar non si è limitato agli studi. Ha adottato la tradizione tedesca di combinare formazione accademica con esperienza pratica, partecipando a programmi di scambio presso l'Università della California a San Diego e collaborando alla fondazione di TUM.ai, la più grande iniziativa studentesca di IA in Germania. Ha anche fatto stage in aziende di automazione logistica, il che gli ha aperto le porte all'Università di Harvard, dove ha ricercato il movimento umano applicato agli esoscheletri.
Ispirato da film come Iron Man, Irizar si è interessato alla robotica e agli esoscheletri, sognando tecnologie che permettano alle persone di muoversi con facilità e sollevare pesi notevoli. Grazie all'Exponential Fellowship, un'organizzazione creata da Ignacio Moreno per supportare i giovani talenti spagnoli negli Stati Uniti, è riuscito a gestire il suo visto e a fare il salto definitivo nell'industria americana.
Attualmente, Irizar è una figura chiave in Canopy Labs, una startup in rapida crescita in cui è stato il primo dipendente e che conta già una quindicina di professionisti. L'azienda, fondata da giovani imprenditori e sostenuta da investitori come Andreessen Horowitz, ha ottenuto importanti round di finanziamento.
La sfida tecnica è enorme: mentre i modelli di linguaggio e voce hanno raggiunto un alto grado di naturalezza, la generazione di volti digitali rimane una sfida. “Gli esseri umani rilevano qualsiasi anomalia nei micromovimenti facciali”, sottolinea Irizar, consapevole che la perfezione in questo campo deve ancora essere raggiunta.
Canopy Labs ha già lanciato un modello di voce open source e ora concentra i suoi sforzi sulla sintesi di avatar iperrealistici. La sua tecnologia si rivolge principalmente alle aziende, consentendo di trasformare testi in video in cui avatar digitali vocalizzano i messaggi con precisione.
Tuttavia, la creazione di repliche umane solleva importanti dilemmi etici. Irizar e il suo team hanno stabilito limiti chiari: rifiutano di sviluppare avatar per funzioni come “terapeuti” virtuali, consapevoli dei rischi per gli utenti vulnerabili. Inoltre, controllano rigorosamente a chi vendono i loro modelli e applicano filtri ai testi che gli avatar possono riprodurre.
Tutto ciò avviene in un contesto di “febbre dell'oro” tecnologica, dove gli ingegneri possono raggiungere stipendi superiori al mezzo milione di dollari, sebbene senza garanzie di stabilità lavorativa. “In due anni, la startup o trionfa o scompare”, riassume Irizar, assumendosi la volatilità del settore.
Nonostante la distanza, Irizar segue da vicino i progressi in Gipuzkoa, celebrando traguardi come l'arrivo del computer quantistico di IBM a San Sebastián e il successo di aziende come Multiverse Computing, che considera un esempio della capacità dei Paesi Baschi di guidare l'innovazione globale.