L'arte cilena che svela l'infrastruttura nascosta dell'intelligenza artificiale
    Inteligencia Artificial (IA)

    L'arte cilena che svela l'infrastruttura nascosta dell'intelligenza artificiale

    Gianro Compagno
    2025-12-27
    5 min read
    Il padiglione cileno alla Biennale di Venezia, situato all'Arsenale, ha recentemente sorpreso i visitatori con un'installazione che trasformava un tavolo d'acciaio di sedici metri in un'opera d'arte. Su di esso, piccoli dispositivi proiettavano l'immagine di un flusso in movimento, accompagnati da un video di sedici minuti che alternava immagini di zone umide, testimonianze di residenti e piani tecnici di 25 data center proiettati in Cile. Questi centri, essenziali per il funzionamento dell'intelligenza artificiale, consumano enormi quantità di energia e pongono sfide ambientali. L'opera, intitolata "Intelligenze riflessive", si è ispirata al tavolo di lavoro convocato dal Ministero della Scienza nel 2024 per sviluppare il Piano Nazionale dei Data Center (PDATA), con l'obiettivo di posizionare il Cile come un hub digitale in America Latina. Aziende come Google, Microsoft e Amazon hanno installato o annunciato data center in comuni come Cerrillos, Huechuraba e Quilicura, dove le zone umide resistono ancora all'avanzata urbana. Gli architetti Serena Ambrosio, Linda Schilling e Nicolás Díaz, responsabili dell'installazione, hanno partecipato al PDATA e hanno cercato di rappresentare la mancanza di spazi realmente orizzontali per discutere dello sviluppo dell'IA e dei data center. Díaz, membro del gruppo FAIR, sottolinea la necessità di tavoli di lavoro inclusivi. Ambrosio, accademica dell'Università Diego Portales, osserva che nel PDATA alcune voci avevano più peso di altre, mentre le organizzazioni territoriali hanno criticato la scarsa informazione sugli impatti ambientali di questi progetti. Schilling, dottoranda alla Goldsmiths, sottolinea che le informazioni sugli impatti potenziali dei data center sono insufficienti e poco chiare per le comunità. A Venezia, il team ha modellato in 3D ogni data center a partire da studi di impatto ambientale e li ha distribuiti nella sala, illuminati con luci LED verdi che evocavano l'attività costante di queste infrastrutture e la facilità con cui ottengono approvazione in Cile. L'installazione fa parte di un processo iniziato anni fa, in cui altri progetti artistici e architettonici hanno cercato di visibilizzare l'infrastruttura che sostiene l'IA. A Quilicura, dove Google ha installato il suo primo data center in America Latina, è emerso il progetto "Humedales Enmarañados", guidato da Ambrosio, Díaz e dalla ricercatrice Marina Otero. Hanno lavorato con le comunità locali, ricostruito digitalmente l'infrastruttura e proposto alternative come tubi visibili per mostrare il consumo reale di acqua e sistemi di riutilizzo. Ambrosio ricorda che, a differenza delle biblioteche, i data center sono inaccessibili e poco visibili, anche se immagazzinano informazioni rilevanti per tutti. Propone di ripensare la loro integrazione nel territorio affinché beneficino le comunità. Schilling osserva che, a differenza dell'industria immobiliare, le aziende tecnologiche non utilizzano risorse visive per mostrare l'impatto delle loro infrastrutture, contribuendo all'opacità. Díaz sostiene che l'arte e l'architettura permettono di affrontare questi sistemi complessi attraverso metafore, facilitando la comprensione pubblica. Mentre si discute l'impatto dell'IA sulle professioni creative, questi progetti dimostrano che l'arte e l'architettura rimangono essenziali per mettere in discussione e riflettere sulla tecnologia. L'artista Jaime San Martín, insieme a Rafael Guendelman, ha presentato a Venezia un video che esplora la relazione tra tecnologia, cultura e arte. Nella sua esposizione "5G" a Santiago, hanno utilizzato sculture e animazioni per evidenziare la materialità delle tecnologie digitali, sottolineando che la presunta immaterialità del digitale ha un impatto tangibile sull'ecosistema e sulle comunità. Un'altra opera, "Il Predicatore Artificiale", ha ricreato nella Plaza de Armas di Santiago un predicatore generato da IA, accompagnato da una "Sacra Bibbia Artificiale" creata con ChatGPT. San Martín riflette sull'agenzia umana dietro la tecnologia e sull'importanza di riconoscere che l'IA è sviluppata e utilizzata da persone. Díaz conclude che l'arte può essere uno strumento potente per affrontare le paure riguardo alla sostituzione lavorativa da parte dell'IA, posizionando le persone come attori attivi. L'installazione "Intelligenze Riflessive" sarà ricostruita in Cile nel 2026, con l'obiettivo di riunire comunità, autorità e pubblico generale per dialogare sul futuro dell'infrastruttura digitale nel paese.
    Gianro Compagno

    Gianro Compagno

    CTO

    Gianro aporta una gran experiencia en gestión de proyectos tecnológicos en entornos multinacionales. Su experiencia técnica combinada con un MBA y una maestría en Psicología Investigativa crea un enfoque único para las soluciones tecnológicas. Como Experto en IA y Automatización, aplica conocimientos psicológicos para diseñar sistemas más intuitivos y centrados en el ser humano. Su enfoque orientado al detalle y mentalidad positiva aseguran que nuestras soluciones no solo sean innovadoras y confiables, sino que también se alineen con cómo las personas piensan y trabajan naturalmente.