Negocios y Empresas
L'impatto dell'intelligenza artificiale sull'occupazione: sfide e prospettive future
Paloma Firgaira
2026-05-01
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La percezione che l'automazione guidata dall'intelligenza artificiale colpisca solo lavori manuali e ripetitivi sta cambiando. Ora, anche le professioni a collo bianco, legate alla creatività e alla presa di decisioni, sono impattate. Secondo il cofondatore di Shakers, i professionisti più apprezzati attualmente non sono solo esperti nel loro campo, ma anche coloro che sono in grado di combinare le loro conoscenze con un uso intelligente dell'IA. Questo cambiamento sta trasformando il mercato del lavoro.
Elena Fernández, coautrice del rapporto “Intelligenza artificiale e mercato del lavoro: Impatti sulle competenze dei lavoratori e sulla gestione delle persone” (SEPE), avverte su un divario generazionale: le persone più anziane, in particolare le donne sopra i 45 anni, tendono ad avere meno competenze digitali, il che aggrava la disuguaglianza nell'adattamento all'IA.
Durante l'Indian AI Impact Summit, Sam Altman, CEO di OpenAI, ha riconosciuto che alcune aziende attribuiscono licenziamenti all'IA. Sebbene in alcuni casi questo sia vero, in altri risponde a motivi finanziari o di ristrutturazione. Un esempio recente è il piano di ristrutturazione annunciato da Capgemini in Spagna, che potrebbe colpire 748 dipendenti, circa il 7% della sua forza lavoro, nell'ambito di un processo di trasformazione tecnologica. Javier Pacheco, di CCOO, sottolinea che molte aziende tecnologiche cercano di compensare i loro investimenti in IA riducendo il personale.
A questo fenomeno si aggiunge il “AI washing”, dove le aziende esagerano le loro capacità in intelligenza artificiale per attrarre investimenti o proiettare un'immagine innovativa. Secondo Pacheco, la pressione commerciale ha portato molte aziende ad adottare l'IA senza una strategia chiara, evidenziando la necessità di un quadro normativo europeo che fornisca chiarezza e controllo.
In Shakers hanno rilevato che, a volte, le aziende utilizzano il termine IA per giustificare decisioni che in realtà rispondono a esigenze di dati o sistemi più tradizionali. Secondo un rapporto del Boston Consulting Group, tre aziende su quattro falliscono nell'implementare l'IA, non per mancanza di accesso alla tecnologia, ma per la scarsità di esperti in grado di integrarla efficacemente. Elena Fernández sottolinea che sono le grandi aziende a guidare l'adozione, catturando o formando talenti specializzati.
Da parte sua, Daniel López, di Cegid, ritiene che la vera sfida sia la velocità di adozione, non l'AI washing. Secondo lui, l'intenzione di integrare l'IA nelle aziende è chiara e il ritmo di adattamento umano supera quello delle organizzazioni.