Negocios y Empresas
Il maggior rischio per le aziende nell'era digitale: non sfruttare l'intelligenza artificiale.
Paloma Firgaira
2026-04-11
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Carlos López, dirigente esperto con una vasta esperienza nella regolamentazione tecnologica presso la Segreteria di Stato e in aziende come Telefónica, IBM e Vodafone, sarà il relatore principale nella prossima edizione del Forum Economico de El Diario Montañés, che si terrà mercoledì 15 aprile presso l'Hotel Bahía. Il suo intervento, intitolato "Impresa e tecnologia nell'era dell'Intelligenza Artificiale", si concentra su un messaggio chiaro: il vero rischio per le aziende non è adottare l'intelligenza artificiale, ma non comprenderne l'utilità. López sottolinea che, sebbene l'Europa non sia in testa nella corsa tecnologica, il suo ruolo strategico va ben oltre la mera regolamentazione.
Secondo López, l'intelligenza artificiale non è una novità, poiché esiste dagli anni '50. Ciò che è realmente dirompente è l'espansione massiccia dell'IA generativa, che ha trasformato la percezione sociale e aziendale, anche se in sostanza si tratta di un'evoluzione di tecnologie già esistenti, ora con un potenziale straordinario.
Il dibattito pubblico sull'IA oscilla tra visioni apocalittiche e posizioni entusiastiche. López rifiuta i discorsi catastrofisti che chiedono di fermare o vietare l'IA e considera essenziale comprendere i suoi limiti: l'IA manca di improvvisazione, empatia e capacità di trasferire conoscenza tra ambiti. Ignorare questi limiti distoglie l'attenzione dalle vere sfide, come la trasparenza algoritmica e la regolamentazione dei servizi ad alto rischio.
Nel contesto aziendale, López avverte che il pericolo maggiore è non incorporare l'IA, poiché ciò comporta una perdita di competitività rispetto a chi lo fa. Tuttavia, adottare l'IA senza uno scopo chiaro è altrettanto rischioso. Raccomanda alle PMI di identificare prima le esigenze del proprio business prima di investire in soluzioni di IA, poiché la conoscenza del proprio settore è fondamentale.
Riguardo al divario tra grandi aziende e PMI, López sottolinea che non si tratta di una questione di investimento, ma di conoscenza e criterio. Le grandi aziende hanno una cultura tecnologica consolidata, mentre le PMI devono imparare a sfruttare strumenti accessibili e standardizzati, ricordando che il vero vantaggio competitivo risiede in ciò che l'IA non può replicare.
Sull'impatto occupazionale, López precisa che l'IA non eliminerà i lavori meno qualificati, ma influenzerà principalmente le posizioni intermedie, come quelle contabili, dove l'automazione è più efficiente. Tuttavia, ricorda che tutte le rivoluzioni tecnologiche hanno generato sia distruzione che creazione di posti di lavoro, generalmente più qualificati, e che la produttività risultante può tradursi in migliori condizioni lavorative.
Per quanto riguarda il ruolo dell'Europa, López riconosce che il continente non guiderà l'innovazione nell'IA rispetto a Stati Uniti e Cina, ma sottolinea l'importanza della regolamentazione e della digitalizzazione dell'economia tradizionale come strategie chiave. L'‘AI Act’ è, a suo avviso, imprescindibile, anche se avverte che regolamentare non basta per garantire la competitività europea.
Infine, López evidenzia la rilevanza del calcolo quantistico come il prossimo grande campo di battaglia tecnologico, dove attualmente solo Stati Uniti e Cina competono, e che sarà determinante per il futuro dominio tecnologico.
Agli imprenditori che vedono l'IA come qualcosa di lontano, López consiglia di identificare aree concrete in cui l'IA possa apportare valore, cercare consulenze affidabili e concentrarsi su ciò che distingue il proprio business, poiché il vero vantaggio non risiede nella tecnologia accessibile a tutti, ma nella conoscenza e nell'esperienza proprie.
Fonte: eldiariomontanes.es