L'ascesa di Donald Trump al potere e le sue politiche hanno spinto alcuni settori a riconsiderare il consumo di prodotti americani, sia fisici che digitali. Questo sentimento ha dato forza al movimento 'European Alternatives', che promuove l'uso di applicazioni e servizi online sviluppati in Europa. Tra le sue iniziative spicca la proposta di creare un sistema operativo completamente europeo ('EU OS'), pensato affinché le amministrazioni pubbliche dell'UE possano fare a meno di Windows.
L'obiettivo principale è raggiungere una vera sovranità tecnologica di fronte a giganti come Microsoft, Google o Apple, come spiega Julio César Fernández, esperto in sviluppo e intelligenza artificiale. “Per anni abbiamo ceduto troppo controllo a poche grandi aziende che hanno costruito il loro business attorno ai nostri dati. Hanno creato ecosistemi chiusi che ci intrappolano e ci rendono dipendenti dai loro servizi”, afferma Fernández. Aggiunge che l'arrivo dell'intelligenza artificiale, con attori come OpenAI o Anthropic, ha intensificato il dibattito sui social media, dove hashtag come #NoMoreGoogle promuovono alternative europee a servizi popolari come Gmail, Google Maps o Google Docs, così come a WhatsApp, X o Microsoft Teams.
Constantin Graf, sviluppatore di european-alternatives.eu, evidenzia tre vantaggi chiave nell'optare per servizi digitali europei: le tasse generate beneficiano l'economia locale, si promuove l'occupazione nella regione e le aziende sono soggette alla rigorosa normativa di protezione dei dati dell'UE, qualcosa che non sempre rispettano le grandi tecnologie americane. Questa questione ha provocato sanzioni milionarie da parte della Commissione Europea e risposte come la limitazione delle funzioni di Apple in alcuni paesi europei.
Tuttavia, la fattibilità di un'indipendenza digitale totale è discutibile. Fernández riconosce che abbandonare servizi come Google è complicato: “Google non è più solo un servizio, è parte della nostra cultura digitale, così come WhatsApp o ChatGPT. Quando un nome diventa un verbo, è quasi impossibile sostituirlo. Inoltre, nessun motore di ricerca eguaglia la sua efficienza”. Lo stesso vale per X (ex Twitter): “Molti che se ne sono andati con l'arrivo di Elon Musk sono tornati”.
Tuttavia, cercare alternative è positivo, soprattutto in termini di privacy. Fernández consiglia di informarsi e rivedere le politiche sulla privacy prima di accettare qualsiasi servizio, e di non lasciarsi influenzare da mode o pressioni politiche. “Non è sbagliato usare Google, TikTok o Instagram, purché sappiamo quali dati stiamo cedendo. Conoscere alternative è sempre vantaggioso”, conclude.
Tra le applicazioni e i servizi europei raccomandati da European Alternatives spiccano:
Alternative a Gmail: Proton Mail (Svizzera), mailbox.org (Germania), Runbox (Norvegia), mail.fr (Francia)
Alternative a Google Maps: HERE WeGo Maps (Paesi Bassi), Mapy.com (Repubblica Ceca), TomTom GO Navigation (Paesi Bassi), Organic Maps (Estonia)
Alternative a Google: Qwant (Francia), Mojeek (Regno Unito), GOOD (Germania), Swisscows (Svizzera)
Alternative a Dropbox: pCloud (Svizzera), Cozy (Francia), Cryptee (Estonia), Nextcloud (Germania)
Alternative a WhatsApp: Threema (Svizzera), Olvid (Francia), ginlo Private (Germania), SKRED (Francia)
Alternative a Google Chrome: Vivaldi Browser (Norvegia), Ecosia Browser (Germania), Mullvad Browser (Svezia)
Alternative a Microsoft Office: LibreOffice (Germania), SoftMaker Office NX (Germania)
Fonte: canarias7.es