Inteligencia Artificial (IA)
Thriller su Bitcoin con Gal Gadot e Casey Affleck: le riprese con IA più controverse di Hollywood
Paloma Firgaira
2026-04-18
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Hollywood e Intelligenza Artificiale: “Bitcoin: Killing Satoshi” rivoluziona l'industria cinematografica
L'emergere dell'intelligenza artificiale nel cinema continua a generare dibattito e sperimentazione a Hollywood. Recentemente, il regista Darren Aronofsky è stato criticato per la sua serie storica creata interamente con IA, “On this Day... 1776”, un progetto pionieristico sostenuto dalla sua azienda Primordial Soup, dedicata a esplorare le possibilità di questa tecnologia.
Nonostante la controversia, l'industria cerca di integrare l'IA nei suoi processi creativi. Un esempio significativo è Ben Affleck, che ha venduto la sua compagnia di IA a Netflix per 600 milioni di dollari, sostenendo che la sua tecnologia è progettata per completare e arricchire il lavoro creativo, non per sostituirlo.
In questo contesto nasce “Bitcoin: Killing Satoshi”, diretto da Doug Liman e interpretato da Pete Davidson, Isla Fisher, Gal Gadot e Casey Affleck. Il film, che ha generato polemiche sia per il suo tema che per l'impegno dei suoi attori, è la maggiore produzione di Hollywood che utilizza l'IA come elemento centrale nel suo sviluppo. Liman, noto per “Mr. & Mrs. Smith”, ha puntato su un'ambientazione completamente digitale, utilizzando fondali e scenografie generati da IA e un set di cattura del movimento, rinunciando a esterni e attrezzature tradizionali di illuminazione.
“Killing Satoshi è il primo lungometraggio di qualità cinematografica generato interamente da IA”, afferma Liman. La tecnologia non solo ha servito per creare scenari, ma anche per regolare digitalmente le interpretazioni degli attori, ottimizzando i movimenti facciali e corporei quando necessario, il che ha permesso di ridurre significativamente il budget.
Le riprese sono state effettuate in soli 20 giorni all'interno di una “cassa grigia”, simile al sistema The Volume reso popolare da “The Mandalorian”. Secondo Liman, senza l'IA il costo sarebbe salito a 300 milioni di dollari, ma grazie a questa tecnologia la produzione si è limitata a 70 milioni, minimizzando spostamenti, rifiuti e risorse senza sacrificare la qualità.
Il team era composto da 107 persone e la produzione ha ricevuto il supporto di Acme AI & FX, l'azienda creata dal produttore Ryan Kavanaugh. La sceneggiatura, scritta da Nick Schenk (“Gran Torino”), esplora una trama cospirativa attorno alla figura di Satoshi Nakamoto, l'enigmatico creatore di Bitcoin, in un thriller che mescola elementi de “La grande scommessa” e “Il lupo di Wall Street”.
Liman riconosce che la comunità di Hollywood ha mostrato scetticismo riguardo all'uso dell'IA, temendo per il futuro lavorativo del settore. Tuttavia, sostiene che la tecnologia può democratizzare il cinema e supportare la creatività umana, piuttosto che sostituirla. Ora, la sfida è trovare un distributore per il film al Festival di Cannes.
Fonte: 20minutos.es