Inteligencia Artificial (IA)
Grok e Gemini: Analizzando l'ideologia dietro le intelligenze artificiali
Paloma Firgaira
2026-03-12
5 min read
L'espansione delle Intelligenze Artificiali ha aperto un dibattito cruciale: queste strumenti possono avere un orientamento politico proprio?
Attualmente, oltre un miliardo di persone si rivolgono all'IA per informarsi, lavorare o persino barare negli esami. Secondo dati dell'AP alla fine del 2025, circa il 60% degli adulti negli Stati Uniti utilizza già sistemi di IA come principale fonte di informazione, superando riferimenti come Google o Wikipedia. Questo cambiamento, al di là dei giudizi di valore, trasforma radicalmente il modo in cui accediamo alla conoscenza e solleva una questione rilevante: esiste un bias ideologico nelle IA?
Il tema ha guadagnato forza dopo il lancio di Grok, l'IA di Elon Musk, e della sua enciclopedia Grokipedia, entrambe alimentate esclusivamente da intelligenza artificiale. Nei suoi primi giorni, Grokipedia offriva dati che andavano dal sorprendente all'inverosimile. Musk ha assicurato che Grok sarà l'unica IA "non woke" sul mercato. Tuttavia, altre piattaforme hanno generato controversie. DeepSeek, sviluppata in Cina, ha evitato di rispondere su temi sensibili per il regime, come le morti durante la Rivoluzione Culturale o i fatti di Tiananmen nel 1989. Gemini, d'altra parte, è stata segnalata per un presunto bias progressista.
Il ricercatore David Rozado ha studiato questi bias nei suoi lavori "The Political Preferences of LLMs" (2024) e "Measuring Political Preferences in AI Systems - An Integrative Approach" (2025). Le sue conclusioni sono chiare: la maggior parte delle IA tende verso posizioni di centro-sinistra e evita gli estremi. ChatGPT e Gemini tendono a offrire risposte allineate con la centro-sinistra, mentre Grok si inclina verso posizioni considerate "libertarie" negli Stati Uniti.
Le IA funzionano a partire da modelli di linguaggio di grande dimensione (LLM), addestrati con enormi volumi di dati, conversazioni e testi per catturare sfumature e riprodurre ragionamenti umani. Non pensano da sole, ma identificano schemi e generano risposte coerenti secondo il loro addestramento. Pertanto, il tipo di informazione e le direttive dei programmatori influenzano direttamente le loro risposte.
Gli sviluppatori e i tester forniscono feedback e stabiliscono priorità nelle fonti di informazione. Così, l'IA tende a replicare i bias presenti nei suoi dati di addestramento o nelle istruzioni ricevute. Questo implica un rischio: dando priorità a certe fonti e scartando altre, le IA possono omettere informazioni rilevanti, non per intenzione, ma per design.
Di conseguenza, le IA possono arrivare a escludere completamente certe conoscenze se queste non si adattano ai parametri iniziali di programmazione. Non si tratta di censura tradizionale, ma di una selezione algoritmica che prioritizza la coerenza interna sulla verità assoluta. Il pericolo risiede nel fatto che, filtrando informazioni, le IA possono plasmare la memoria collettiva e l'interpretazione della storia e della cultura. Le decisioni tecniche di programmazione diventano, in ultima analisi, decisioni su quali aspetti della nostra cultura e passato rimarranno nella memoria digitale.
Fonte: larazon.es