Negocios y Empresas
Goldman Sachs assicura che la paura dell'IA non influenzerà negativamente le aziende di software.
Gianro Compagno
2026-03-07
5 min read
L'intelligenza artificiale (IA) continua a essere protagonista nei mercati finanziari, sebbene l'entusiasmo iniziale abbia lasciato spazio a una crescente preoccupazione tra investitori e aziende. Ciò che prima alimentava il boom borsistico ora genera dubbi sulla redditività dei massicci investimenti delle grandi aziende tecnologiche, sugli accordi tra i giganti del settore e sul potenziale dirompente dell'IA, specialmente nel campo del software.
Recentemente, annunci di aziende come Anthropic hanno scatenato cali significativi in borsa, colpendo società come IBM, Blue Owl e diverse assicurazioni. La principale paura è che l'IA possa rendere obsoleti i modelli di business tradizionali e provocare la perdita di migliaia di posti di lavoro, oltre ai suoi possibili effetti collaterali.
Tuttavia, da Goldman Sachs Research ritengono che queste paure possano essere sovradimensionate. Sebbene riconoscano che le vendite recenti riflettono l'aspettativa di una minore crescita nei ricavi e nei profitti del software, credono che gli investitori stiano generalizzando eccessivamente le loro preoccupazioni. Matthew Martino, analista dell'ente, sottolinea che, sebbene gli investitori pongano le domande giuste, i fondamentali delle aziende non hanno subito un deterioramento brusco. Raccomanda di analizzare l'impatto dell'IA su ciascuna azienda in modo individuale, poiché alcune potrebbero addirittura beneficiare dell'innovazione.
La principale preoccupazione risiede nel fatto che gli agenti di IA possano diventare l'interfaccia dominante per svolgere compiti, relegando le piattaforme tradizionali a un ruolo secondario come semplici repository di dati. Ciò potrebbe indebolire la loro capacità di fissare prezzi e la loro rilevanza strategica, il che spiega la pressione sulle loro quotazioni.
Altri analisti di Goldman Sachs segnalano che le aspettative di crescita per le aziende di software si sono ridotte. Mentre prima si prevedeva una crescita dei ricavi del 15-20% a medio termine, ora le valutazioni riflettono tassi di appena 5-10%. Martino evidenzia che la rapida evoluzione dell'IA giustifica un premio di rischio maggiore, ma insiste sul fatto che la correzione è stata troppo generalizzata, il che potrebbe aprire opportunità in aziende con solidi fondamentali.
Per valutare l'impatto dell'IA, gli esperti suggeriscono di analizzare sei fattori chiave: il rischio che gli agenti di IA sostituiscano le piattaforme attuali, il modello di monetizzazione (più vulnerabile se dipende dagli utenti), la funzione di sistema di registrazione, il vantaggio competitivo nei dati e nell'integrazione, la reale capacità di esecuzione dell'IA e l'allineamento del budget, che determina la priorità strategica dell'adozione dell'IA.
Goldman Sachs sottolinea che, nel software applicativo, l'irruzione di agenti di IA potrebbe modificare la cattura di valore, specialmente in prodotti con modelli di business basati su licenze per utente. Al contrario, nelle piattaforme e nelle infrastrutture, la necessità di gestione dei dati, sicurezza e orchestrazione rimane essenziale e meno suscettibile alla disruzione diretta dell'IA.
Martino conclude che la questione non è se l'IA trasformerà il software, ma identificare in quale parte della catena del valore lo farà e dove rafforzerà le soluzioni esistenti.
Da parte sua, Bret Kenwell, analista di eToro, prevede che nel 2025 la maggior parte dei settori dell'S&P 500 sperimenterà crescita, sebbene il settore energetico rimanga un'incognita. Sottolinea che, nonostante diversi settori siano aumentati di oltre il 10% quest'anno, l'indice rimane stabile a causa dei cali in settori chiave come Tecnologia e Finanza, il che lascia il software in una posizione di maggiore rischio di rimanere indietro.
Kenwell osserva che industrie come reti di carte di credito, cybersicurezza, agenzie di rating, borse e piattaforme di viaggio hanno subito cali a causa della paura dell'IA, sebbene ritenga che molte di queste aziende abbiano maggiori probabilità di trarre vantaggio piuttosto che svantaggio dall'adozione di questa tecnologia.
L'analista avverte che, sebbene la disruzione dell'IA sia ancora più teorica che reale in molti casi, la percezione del rischio può influenzare le valutazioni a lungo termine, anche se le attività non sono direttamente impattate. Se la preoccupazione persiste, gli investitori potrebbero non essere disposti a pagare le stesse valutazioni storiche, il che rappresenterebbe una sfida aggiuntiva per il recupero dei prezzi delle azioni.