Inteligencia Artificial (IA)
Come proteggere i bambini dalla violenza online e dalle sfide dell'IA
Paloma Firgaira
2025-09-18
5 min read
Promotori di progetti sociali, educativi e culturali chiedono un maggiore supporto istituzionale e finanziamenti, mentre i responsabili delle linee di aiuto riconoscono la mancanza di una cultura di fiducia e consapevolezza sui rischi digitali.
In Romania, corsi di alfabetizzazione mediatica per insegnanti e famiglie; in Spagna, teatro partecipativo; in Ucraina, linee di denuncia e cyberpolizia. Queste sono solo alcune delle risposte che organizzazioni e istituzioni stanno implementando di fronte alle crescenti forme di violenza digitale che colpiscono bambini e adolescenti.
L'aumento del cyberbullismo, l'esposizione a contenuti dannosi, il discorso d'odio e l'abuso sessuale infantile online è allarmante. La rapida evoluzione dell'intelligenza artificiale aggiunge nuove minacce, come i deepfake, che aggravano i rischi emotivi e psicologici derivanti dall'uso eccessivo degli schermi.
L'82% degli europei ritiene che i controlli parentali non siano più sufficienti per proteggere i minori su internet, secondo l'Eurobarometro Flash 2023. Le scuole iniziano appena a fronteggiare la complessità della violenza digitale, mentre le autorità e le aziende tecnologiche avanzano con lentezza e scarsa trasparenza.
Di fronte a questo panorama, quali strumenti e misure stanno realmente funzionando? Come possiamo costruire ambienti digitali più sicuri e solidali per l'infanzia e l'adolescenza?
**Rischi persistenti e nuove minacce**
I casi reali illustrano la gravità del problema: in Romania, un bambino di 12 anni è stato vittima di sextorsione da parte di compagni; in Spagna, 16 adolescenti hanno subito la diffusione di immagini nude generate da IA; in Ucraina, una minorenne è stata costretta a pubblicare foto intime su Telegram. Queste situazioni, sempre più frequenti, mostrano che la violenza digitale è continua e non conosce orari.
L'accesso precoce ai dispositivi e l'espansione del tempo online — fino a 6 ore al giorno in alcuni paesi — aumentano l'esposizione ai rischi. Il 17% dei minori europei ha subito molestie online, e in Spagna la prevalenza del cyberbullismo raggiunge il 57,5%. L'esposizione a pornografia e contenuti violenti è anche preoccupante, con conseguenze psicologiche gravi.
L'abuso sessuale digitale, specialmente tramite immagini autogenerate e deepfake, è diventato un'epidemia. La maggior parte delle vittime sono minori che, inoltre, raramente ricevono educazione su come proteggersi su internet.
**Soluzioni dalla cultura, dall'educazione e dalla tecnologia**
In Spagna, il teatro partecipativo si è consolidato come strumento educativo e preventivo. Opere come "Aulas" o "Girls Like That" permettono ai giovani di riflettere e empatizzare con le vittime, completate da materiali didattici e dibattiti successivi. Tecniche parateatrali e psicodramma, promosse da associazioni come AEPAE, hanno dimostrato di migliorare l'autostima e la capacità di affrontamento dei minori.
Altre iniziative culturali includono l'uso di serie, romanzi e guide per promuovere il pensiero critico e l'uso responsabile della tecnologia. Programmi come E-tic, Campus Fad e Te pongo un reto offrono formazione pratica sui rischi digitali a studenti, famiglie e insegnanti. Tuttavia, la mancanza di integrazione curricolare e supporto istituzionale limita la loro portata.
L'intelligenza artificiale, sebbene parte del problema, può anche essere un'alleata. Chatbot come Sof-IA di Fad Juventud e assistenti come DEL.IA aiutano i giovani a identificare e denunciare situazioni di violenza digitale. Inoltre, si promuove l'alfabetizzazione in IA affinché minori e adulti imparino a distinguere tra contenuti reali e manipolati.
**Il ruolo delle famiglie e della scuola**
Molti genitori si sentono sopraffatti e temono di imporre limiti eccessivi. Progetti come i laboratori dell'Associazione Zi de Bine in Romania offrono strumenti concreti e campi di "disintossicazione digitale" per adolescenti. L'alfabetizzazione mediatica, promossa dal Centro per il Giornalismo Indipendente, ha formato migliaia di insegnanti e studenti, sebbene persistano barriere culturali e di vittimizzazione.
In zone rurali, programmi di World Vision Romania portano l'educazione digitale a comunità vulnerabili, sebbene l'approccio disciplinare e la mancanza di risorse rendano difficile il cambiamento di mentalità. La figura del consulente scolastico è fondamentale, ma il sovraccarico di lavoro limita la sua efficacia.
Organizzazioni come Salvați Copiii (Save the Children) in Romania e la Internet Watch Foundation nel Regno Unito gestiscono linee di denuncia e piattaforme per segnalare abusi, collaborando con le autorità per rimuovere contenuti e supportare le vittime. In Ucraina, progetti come StopCrime e il Safe Internet Center, in alleanza con la cyberpolizia, hanno bloccato domini e arrestato criminali, oltre a realizzare campagne educative e offrire risorse per genitori e insegnanti.
**Regolamentazione, prevenzione e sfide future**
Il divieto di telefoni cellulari in aula è una misura dibattuta. Paesi come il Portogallo e la Francia hanno implementato restrizioni, e in Spagna alcune comunità autonome hanno osservato una riduzione del cyberbullismo dopo la loro applicazione. Tuttavia, gli esperti avvertono che l'educazione digitale è più efficace della proibizione totale.
A livello legislativo, l'Unione Europea avanza con il Digital Services Act, che obbliga le grandi piattaforme a proteggere i minori e a implementare sistemi di verifica dell'età, sebbene persistano dubbi sulla privacy e sull'efficacia di questi strumenti. Spagna, Romania e Ucraina hanno adattato i loro quadri giuridici per tipificare nuovi reati, come la creazione di pornografia infantile tramite IA, ma l'applicazione pratica rimane una sfida.
L'ambiente digitale evolve più rapidamente della legislazione e della risposta istituzionale. La cooperazione tra governi, settore privato, ONG e società civile è essenziale per costruire una cultura di fiducia, prevenzione e supporto. L'alfabetizzazione digitale, l'educazione emotiva e il coinvolgimento attivo di giovani, famiglie e insegnanti sono imprescindibili per ridurre i rischi e proteggere i più vulnerabili.
In definitiva, la lotta contro la violenza digitale richiede un approccio integrale: educazione, cultura, tecnologia, legislazione e, soprattutto, una comunità impegnata a garantire la sicurezza e il benessere dell'infanzia e dell'adolescenza nel mondo digitale.