"Silicon Valley e il mondo stanno affrontando una nuova Grande Depressione a causa della bolla dell'intelligenza artificiale?"
    Negocios y Empresas

    "Silicon Valley e il mondo stanno affrontando una nuova Grande Depressione a causa della bolla dell'intelligenza artificiale?"

    Paloma Firgaira
    2026-01-12
    5 min read
    L'investimento massiccio nell'intelligenza artificiale sta spingendo le valutazioni del settore tecnologico a livelli storici, ma la mancanza di entrate sufficienti genera preoccupazioni su una possibile bolla che potrebbe gravemente influenzare l'economia statunitense. Le grandi aziende di IA insistono sul fatto che la loro tecnologia rivoluzionerà la società, paragonandola a traguardi come la ferrovia o Internet. Tuttavia, queste analogie ricordano anche che tali innovazioni hanno provocato bolle finanziarie prima di consolidarsi. Oggi, diversi esperti avvertono che l'industria tecnologica potrebbe innescare una crisi di grande portata, simile alla Grande Depressione. L'ascesa dell'IA non risponde solo a modelli storici. Negli Stati Uniti, metà della crescita del PIL prevista per il 2025 —circa il 3%— proviene da investimenti in centri di dati, chip ed energia, infrastrutture essenziali per l'IA. Sette giganti tecnologici, guidati da Nvidia e Alphabet, concentrano il 35% del valore dell'S&P 500, una concentrazione superiore a quella della bolla delle dot-com. Questa dipendenza reciproca tra l'economia statunitense e le grandi aziende tecnologiche è un'arma a doppio taglio. Da un lato, l'investimento in IA stimola la crescita e allontana la recessione. Dall'altro, se le aspettative non vengono soddisfatte, l'impatto potrebbe trascinare l'intera economia. Silicon Valley ha investito tra i 300 e i 400 miliardi di dollari in IA quest'anno, superando il PIL della maggior parte dei paesi. Si prevede che la cifra raggiunga i 700 miliardi nel 2026. Sam Altman, di OpenAI, aspira a una capacità computazionale di 250 gigawatt per il 2033, simile al consumo elettrico dell'India. Nonostante questi investimenti, i ricavi del settore sono lontani dal compensarli. Secondo Bain, per equilibrare il bilancio, l'industria dovrebbe generare 2 trilioni di dollari all'anno entro il 2030, più della somma dei ricavi di Amazon, Apple, Google, Microsoft, Meta e Nvidia nel 2024. Karen Hao, giornalista specializzata, afferma che il modello attuale non è sostenibile. La paura di una bolla si basa sulla possibilità che la domanda aziendale di IA sia inferiore alle aspettative, il che renderebbe le proiezioni di profitto troppo ottimistiche. Inoltre, gran parte dell'investimento viene canalizzato attraverso accordi circolari: aziende come Nvidia investono in start-up di IA che, a loro volta, acquistano i loro chip. Le grandi aziende tecnologiche possono sopportare errori di calcolo grazie alla loro liquidità, ma alcune, come Google, Meta e Oracle, ricorrono già al debito per finanziarsi. Per start-up come OpenAI o Anthropic, ancora non redditizie, la pressione aumenterà se andranno in borsa nel 2026. OpenAI esemplifica l'incertezza del settore. Tre anni dopo il lancio di ChatGPT, guida il mercato dei chatbot ed è valutata 500 miliardi di dollari, ma continua a registrare perdite. Il suo investimento in centri di dati e chip supera i 1,3 trilioni, e non prevede profitti fino al 2030. Nel 2028, le sue perdite operative potrebbero superare i 74 miliardi, secondo il Wall Street Journal. Il settore giustifica la spesa con due promesse: che l'IA aumenterà la produttività e che porterà a una superintelligenza. Tuttavia, entrambe sono in discussione. Uno studio del MIT ha rivelato che il 95% dei progetti pilota di IA nelle aziende ha poco o nessun impatto sui loro risultati. Inoltre, esperti come Daron Acemoglu e Ramón López de Mántaras considerano improbabile l'arrivo di una superintelligenza a breve termine. Nonostante ciò, queste promesse attraggono investimenti. Le valutazioni delle Big Tech si basano sull'aspettativa che la spesa attuale genererà profitti futuri, il che ha fatto schizzare le loro quotazioni a livelli senza precedenti. Silicon Valley continua a scommettere sul futuro. Sebbene l'idea di una bolla nell'IA stia guadagnando terreno, non tutti concordano sul fatto che il settore sia sopravvalutato. Sundar Pichai, di Google, riconosce una certa "irrazionalità" nell'investimento e avverte che nessuna azienda è al sicuro da una crisi. Sam Altman, di OpenAI, ammette che gli investitori sono "troppo entusiasti" e che qualcuno perderà molti soldi. Wall Street evita di qualificare la situazione come bolla per mantenere l'ottimismo, ma i mercati mostrano segni di nervosismo. CoreWeave, fornitore di servizi cloud di IA, ha perso 33 miliardi di valore in sei settimane e le sue azioni sono scese di oltre il 56% nella seconda metà del 2025. Anche Oracle ha subito un calo del 40% dopo essersi indebitata per investire in IA, sebbene entrambe abbiano chiuso l'anno in positivo. La storia mostra che le bolle sono intrinsecamente legate alle tecnologie dirompenti. Carl Benedikt Frey, dell'Oxford Internet Institute, sostiene che lo scoppio di una bolla può aumentare l'efficienza e lasciare le tecnologie più utili, come è avvenuto dopo la crisi delle dot-com, che ha consolidato Amazon. Tuttavia, questi miglioramenti possono richiedere anni e causare sofferenza sociale. Se OpenAI diventa un'azienda "troppo grande per fallire", potrebbe richiedere un salvataggio pubblico, come le banche nel 2008. "Le bolle scoppiano, i mercati crollano, gli investitori perdono e la gente soffre", avverte Natasha Sarin, professoressa di Yale.
    Paloma Firgaira

    Paloma Firgaira

    CEO

    Con más de 20 años de experiencia, Paloma es una ejecutiva flexible y ágil que sobresale implementando estrategias adaptadas a cada situación. Su MBA en Administración de Empresas y experiencia como Experta en IA y Automatización fortalecen su liderazgo y pensamiento estratégico. Su eficiencia en la planificación de tareas y rápida adaptación al cambio contribuyen positivamente a su trabajo. Con sólidas habilidades de liderazgo e interpersonales, tiene un historial comprobado en gestión financiera, planificación estratégica y desarrollo de equipos.