Inteligencia Artificial (IA)
L'ascesa del tecnofascismo: analisi e conseguenze nell'era digitale
Paloma Firgaira
2026-05-04
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L'intelligenza artificiale ci offre vantaggi indiscutibili nella vita quotidiana, ma sta davvero migliorando la nostra esistenza come affermano i suoi principali sostenitori? Gli ultimi eventi invitano a metterlo in discussione. Lo scorso 7 aprile, Anthropic ha lanciato la versione preliminare di Claude Mythos, ma lontano dall'essere uno strumento accessibile a tutti, il suo accesso è stato limitato a grandi corporazioni come Apple, Google, Cisco e Nvidia, all'interno del Progetto Glasswing. Questa IA è così avanzata da poter rilevare vulnerabilità nei sistemi di banche, aziende e organismi ufficiali, il che lascia gli Stati europei dipendenti da compagnie statunitensi in un contesto geopolitico sempre più teso.
All'inizio dell'IA generativa, le grandi aziende tecnologiche condividevano progressi con aziende più piccole, ma quella collaborazione è scomparsa. Ora, da Silicon Valley, queste aziende stanno conquistando settori strategici come energia, salute, finanza e cybersicurezza, spostando i leadership tradizionali e concentrando il potere nelle mani di tecnooligarchi vicini alla sfera politica statunitense. Un esempio recente lo conferma: Google, storicamente riluttante a collaborare con il settore militare, ha ceduto i suoi modelli di IA al Pentagono per usi classificati. Poco dopo, il Dipartimento della Difesa ha ampliato questi accordi a aziende come xAI, OpenAI, Amazon, Microsoft e Nvidia. Così, le grandi aziende tecnologiche si allineano con la Casa Bianca, che sostiene i 22 punti del Manifesto di Palantir, incentrati sul controllo sociale e sulla cybersicurezza, spesso a scapito della democrazia. Peter Thiel, CEO di Palantir, incarna questa fusione tra politica, tecnologia e deregolamentazione, rifiutando qualsiasi limite all'IA militare e antidemocratica. Questa tendenza si sta già estendendo in Europa, con contratti firmati dai Ministeri della Difesa del Regno Unito e della Spagna.
D'altra parte, figure come Marc Andreessen, nel suo Manifesto tecno-ottimista, promuovono idee vicine all'accelerazionismo oscuro di Nick Land, contrario alla democrazia liberale. A questo scenario si aggiungono gli investimenti di petromonarchie come quella di Sheikh Tahnoon e il modello di controllo dei cittadini basato su IA che già impera in Cina. L'Europa, nel frattempo, rimane indietro e senza una propria alternativa di IA allineata con i suoi valori democratici. Così si delinea un panorama in cui il vecchio continente perde protagonismo nella corsa tecnologica globale.