Gli occhiali intelligenti si stanno consolidando come uno dei prossimi traguardi tecnologici. Ogni nuova versione aggiunge capacità: telecamere integrate, intelligenza artificiale in grado di interpretare l'ambiente e la possibilità di proiettare informazioni direttamente sulla lente.
Tuttavia, questo progresso tecnologico ha riacceso il dibattito sulla privacy, specialmente quando le telecamere sono integrate in oggetti di uso quotidiano come gli occhiali.
Negli ultimi anni, questi dispositivi hanno generato controversie, da registrazioni non consenzienti a esperimenti che dimostrano il loro potenziale di combinarsi con sistemi di riconoscimento facciale.
In questo contesto nasce Nearby Glasses, un'app per Android che avvisa l'utente se rileva dispositivi vicini come gli occhiali intelligenti di Meta.
La preoccupazione non è nuova. Meta ha presentato nel 2021 i suoi Ray-Ban Stories, occhiali in grado di scattare foto, registrare video e riprodurre musica senza bisogno di estrarre il cellulare.
Sebbene incorporassero un piccolo LED per indicare la registrazione, esperti hanno avvertito che poteva passare inosservato, facilitando registrazioni involontarie in spazi pubblici.
Col tempo, queste preoccupazioni si sono moltiplicate. Sui social media proliferano video registrati con questi occhiali, dove i creatori filmavano sconosciuti senza il loro consenso. Sono stati segnalati anche casi di professionisti, come massaggiatori, che avrebbero utilizzato occhiali intelligenti per registrare i clienti.
Il dibattito si è intensificato quando un gruppo di studenti ha dimostrato che questi occhiali potevano combinarsi con strumenti esterni di riconoscimento facciale per identificare persone in pubblico e accedere a informazioni su di esse.
Sebbene Meta assicuri che i suoi occhiali attuali non includano il riconoscimento facciale, l'esperimento ha evidenziato quanto sarebbe semplice integrare questa funzione.
Recentemente, è trapelato che l'azienda sta studiando internamente una funzione chiamata Name Tag, che permetterebbe di identificare persone tramite riconoscimento facciale e mostrare informazioni su di esse grazie all'intelligenza artificiale.
Sebbene questa funzione non sia ancora disponibile, la sua mera esistenza ha riacceso la preoccupazione per la privacy.
In questo scenario, il sociologo e sviluppatore Yves Jeanrenaud ha creato Nearby Glasses, un'app per Android che avverte quando rileva occhiali intelligenti nelle vicinanze.
Jeanrenaud definisce il suo progetto come “una piccola forma di resistenza alla sorveglianza tecnologica”.
L'app rileva i segnali Bluetooth emessi da questi dispositivi, analizzando i cosiddetti Bluetooth advertising frames. Quando identifica segnali associati a produttori di occhiali intelligenti, invia un avviso all'utente: “Smart Glasses are probably nearby”.
Per utilizzarla, basta scaricarla da Google Play o GitHub, attivare la scansione e lasciarla funzionare in background. Include inoltre un registro tecnico dei dispositivi rilevati.
Lo stesso creatore ammette che l'app non è infallibile: può generare falsi positivi, ad esempio, rilevando visori di realtà virtuale, e non garantisce la rilevazione di tutti gli occhiali intelligenti.
Per questo motivo, insiste che Nearby Glasses deve essere vista come uno strumento di sensibilizzazione, non come una soluzione definitiva.
L'iniziativa mette in evidenza che, man mano che gli occhiali intelligenti integrano telecamere, IA e connettività sociale, è fondamentale riflettere sul loro impatto nella vita quotidiana.